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VALDOBBIADENE DOCG

Già nell’età tardo-romana abbiamo testimonianza da parte del Valdobbiadenese San Venanzio Fortunato vescovo di Poitiers (535-603), che dice: “Terra Duplavensis, dove eternamente fiorisce la vite, sotto la montagna dalla nuda sommità”. Sempre nello stesso periodo il territorio di Valdobbiadene-Conegliano viene così descritto: “Nascono in questi colli ottimi frutti, olio perfetto, vini preziosi che sono fatti degni dei maggiori principi di Germania. I terreni di Conegliano, Valmarino e Collalto producono ottimo grano e vino buonissimo ed il migliore è quello della Valdobbiadene”. Dopo la caduta della Serenissima (1797), il governo austriaco del Lombardo-Veneto incaricò di redigere un catalogo delle varietà di uva presenti, per pianificarne la coltivazione. Questa fu l’osservazione: “Nelle colline di Valdobbiadene e Conegliano vengono coltivate le uve perera, peverella, pignoletta, verdisa, marzemina nera, prosecco e bianchetta, da cui si ottengono vini molto richiesti dai mercati di Carinzia e Germania. Nel distretto di Valdobbiadene le uve bianche hanno la preferenza e forniscono squisitissimi vini”. Questa è la storia delle colline che si estendono tra Valdobbiadene e Conegliano. La storia di un vino, soprattutto se di origine antica, è intimamente legato non solo alla terra che lo produce, ma anche alle vicende che nel corso del tempo hanno segnato la vita delle generazioni che si sono succedute nel territorio di produzione. Influenzando in maniera indelebile gli usi, i costumi, le tradizioni e l’economia delle comunità locali. Oggi la maggior parte delle uve di Valdobbiadene e Conegliano vengono trasformate per la produzione di Spumante. Il Valdobbiadene Spumante in questi anni ha avuto un sempre maggior riconoscimento, arrivando ad essere lo Spumante metodo Charmat più riconosciuto e richiesto al mondo. Nella spumantizzazione di questi vini floreali e fruttati, l’obbiettivo prioritario è cercare di evitare qualsiasi interferenza causata dal lievito di fermentazione per mantenere inalterate le peculiarità e la tipicità proprie del frutto e del terroir. Il Valdobbiadene Spumante è un vino affascinante: per la sua gentilezza, per la sua snellezza, per la sua corposità moderata, per la morbidezza vellutata e per la sua sapidità. È un vino armonioso e leggiadro, che ci invita a bere, perché la vera civiltà del bere, sta nel bere con piacevolezza. Col Vetoraz è da sempre un fedele erede di questa storia, cercando di contribuire all’identificazione e alla qualificazione di questa nostra magnifica terra, ponendosi l’ambizioso obbiettivo di esprimere la tipicità del terroir dell’uva che abbiamo scelto, senza togliere e senza aggiungere. Seguendo scrupolosamente un metodo atto a preservare l’integrità espressiva del frutto di partenza, per riuscire ad ottenere gli equilibri e le armonie naturali che ogni vino è in grado di dare. Con la vendemmia 2009 (a partire da Aprile 2010) il Valdobbiadene Spumante Denominazione di Origine Controllata, è diventato Valdobbiadene Spumante Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Nel panorama enologico italiano il riconoscimento “DOCG” è considerato la massima garanzia di produzione, destinata solo ai territori di eccellenza, confermando ancora una volta l’unicità e la storicità delle colline di Valdobbiadene e Conegliano. Tutto questo per Col Vetoraz è solo la continuazione del percorso di qualità e identificazione territoriale intrapreso in questi anni, ribadendo quei principi fondamentali (già propri) di: rispetto, integrità, equilibrio, tipicità e territorialità. È sempre stata volontà di Col Vetoraz cercare di esprimere il massimo di quello che queste storiche colline possono dare, oggi come ieri. Come abbiamo potuto vedere, l’area collinare di Valdobbiadene e Conegliano ha una vocazione viti-vinicola garantita da più di mille anni di storia. Qui è nata, è cresciuta e si è affermata l’uva prosecco, tipica solo di questo territorio, dove naturalmente ha espresso a pieno le proprie qualità. Tutto il resto è soltanto una opportunistica invenzione.