La Pedemontana trevigiana ed in particolare le colline che da Valdobbiadene si estendono verso Conegliano, mostrano da secoli nobiltà e vocazione per la coltivazione della vite.
La maggior parte sono colline emerse nell'epoca terziaria, formate da calcari argillosi con marne giallo-azzurrognole e arenarie cineree e cerulee.
La composizione fisico-chimica di questi terreni è fra le più adatte a trasmettere alle uve carattere e profumi, soprattutto se associata ad una elevata escursione termica diurno-notturna favorita dalla vicina montagna. L'area di produzione del Valdobbiadene-Conegliano interessa 16 comuni della fascia collinare, la vite è coltivata ad altitudine compresa tra i 50 e i 500 metri s.l.m., gli ettari di vigneto coltivati sono circa 3600 con una produzione media annua che si aggira sui 400 mila quintali d'uva.
All'interno di questa area, nel territorio di S. Pietro di Barbozza, si estende una microzona di 106 ettari selezionati da cui si produce il Valdobbiadene Prosecco superiore di Cartizze.
Le molteplici peculiarità chimico-fisiche dei terreni, le esposizioni, le pendenze, le altimetrie e i microclimi determinano le diversità che caratterizzano i vari prosecco coltivati in questa fascia collinare.
La parte collinare è costituita da catene parallele di colline che si estendono con direzione Est-Ovest, compresa tra il fiume Piave ad occidente, il fiume Meschio ed il torrente Crevada ad oriente, e divisa in due distretti dal fiume Soligo.
Il distretto occidentale è denominato Mandamento di Valdobbiadene, ed è costituito dalle colline di Valdobbiadene, Combai, Miane, Farra di Soligo, Soligo, Col S. Martino e Vidor. Il distretto orientale è denominato Mandamento di Conegliano ed è costituito dalle colline di Conegliano, Carpesica, Ogliano, Feletto, Refrontolo, Susegana, Solighetto e Pieve di Soligo. I terreni che formano questi cordoni paralleli di colline, hanno una diversa origine geologica che comprende tre ere:
- era secondaria (e precisamente: Cretaceo inferiore, Cretaceo medio, Cretaceo superiore)
- era terziaria (e precisamente: Miocene, Pliocene, Pontico)
- era quaternaria.
Come già detto, le formazioni terziarie sono le più importanti. Le colline di Conegliano, S. Pietro di Feletto e Susegana, sono considerate dei fenomeni alluvionali iniziati nel Miocene e proseguiti fino al periodo glaciale. Sono terreni generalmente pesanti in parte ferrettizzati di colore rosso scuro. Le colline di Vittorio Veneto, Carpesica, Scomigo, Ogliano, e Colle Umberto, sono di origine morenica, di formazione quaternaria. Sono terreni permeabili, profondi, con abbondante scheletro.
Le colline che si estendono da Soligo verso Farra di Soligo e Vidor, sono di origine del Pliocene e del Pontico. Sono colline facilmente individuabili per la loro altezza e forte pendenza.
Le colline che da Serravalle si estendono ad occidente verso Cison di Valmarino, fino a S. Pietro di Barbozza, sono costituite da calcari argillosi, marne, arenarie, e mollose del miocene.
Questi sono i terreni con le caratteristiche fisico-chimiche più rinnomate.
Le colline che da Valdobbiadene scendono verso Vidor sono molto diverse tra di loro, perchè costituite da un alternarsi di depositi morenici, terrazzi alluvionali, e conoidi di deiezione.
Questa è la terra del Valdobbiadene-Conegliano, dove da secoli si producono i profumi, gli aromi e le armonie tipiche di questo vino.
Il comprensorio Valdobbiadene-Conegliano con più di 100 aziende spumantistiche è tra i più importanti distretti enologici spumantistici d'Italia e del Mondo.