Metodo Charmat: il metodo che valorizza freschezza e identità del Valdobbiadene DOCG
Il metodo Charmat, conosciuto anche come Metodo Martinotti, è il sistema di spumantizzazione più legato al mondo del Prosecco DOC e del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Col Vetoraz utilizza questo metodo, ma sceglie da anni di non fermarsi al termine più conosciuto, ovvero Prosecco. Il racconto dei suoi spumanti passa soprattutto attraverso il nome più identitario del territorio da cui nascono: Valdobbiadene DOCG.
Metodo Charmat o Metodo Martinotti: cosa significa davvero
Il Metodo Charmat-Martinotti prevede che la seconda fermentazione avvenga in grandi recipienti a pressione, chiamati autoclavi. È in questa fase che si formano le bollicine: gli zuccheri e i lieviti attivano una nuova fermentazione, generando anidride carbonica, che rimane naturalmente disciolta nel vino.
Rispetto al Metodo Classico, in cui la rifermentazione avviene in bottiglia, il Metodo Charmat è particolarmente adatto a vini che devono esprimere freschezza, fragranza, profumi floreali e fruttati. Per questo è così coerente con la Glera e con lo stile del Valdobbiadene DOCG.
Perché il Metodo Charmat non è un metodo “minore”
A volte si pensa che il Metodo Charmat sia semplicemente più rapido o più semplice. In realtà, quando viene applicato con rigore, richiede competenza, sensibilità tecnica e grande attenzione nella gestione dei tempi, delle temperature e delle pressioni.
Il suo valore non sta nell’imitare altri metodi, ma nel valorizzare una diversa idea di spumante: più immediata nella lettura aromatica, fine nel perlage, nitida nei profumi, capace di restituire il carattere dell’uva e del territorio.
Metodo Charmat e Valdobbiadene DOCG: la scelta Col Vetoraz
Per Col Vetoraz, il Metodo Charmat è uno strumento al servizio dell’identità. Non basta creare bollicine: occorre preservare eleganza, equilibrio e riconoscibilità.
La filosofia aziendale parte dalla selezione delle uve e prosegue in cantina con lavorazioni pensate per rispettare il carattere del Valdobbiadene DOCG. Il risultato è uno spumante in cui il metodo produttivo non copre il territorio, ma lo accompagna.

Metodo Charmat e Metodo Classico: differenze essenziali
La differenza principale riguarda il luogo della seconda fermentazione:
- nel Metodo Charmat-Martinotti avviene in autoclave;
- nel Metodo Classico avviene in bottiglia;
- il Metodo Charmat tende a esaltare freschezza, profumi primari e piacevolezza immediata;
- il Metodo Classico sviluppa profili più evoluti, legati al lungo contatto con i lieviti.
Non si tratta di stabilire quale sia migliore in assoluto, ma quale sia più adatto al vino che si vuole ottenere.
Uno sguardo finale
Il Metodo Charmat è una parte fondamentale dell’identità degli spumanti di Valdobbiadene. Permette di custodire freschezza, perlage e aromaticità, mantenendo al centro la Glera e il territorio.
Nel caso Col Vetoraz, questo metodo diventa una scelta di precisione: un modo per raccontare il Valdobbiadene DOCG attraverso bollicine eleganti, nitide e profondamente legate alla loro origine.
Per orientarsi meglio
Che cos’è il Metodo Charmat?
È un metodo di spumantizzazione in cui la seconda fermentazione avviene in autoclave, cioè in recipienti a pressione.
Metodo Charmat e Metodo Martinotti sono la stessa cosa?
Sì, vengono spesso usati come sinonimi. Martinotti sviluppò il principio del metodo, poi perfezionato da Charmat.
Perché si usa il Metodo Charmat per il Valdobbiadene DOCG?
Perché consente di valorizzare freschezza, profumi floreali e fruttati, perlage e bevibilità della Glera.
Il Metodo Charmat è meno pregiato del Metodo Classico?
No. Sono metodi diversi, adatti a vini diversi. Il valore dipende dalla qualità delle uve, dalla tecnica e dalla filosofia produttiva.
Col Vetoraz usa il Metodo Charmat?
Sì. Col Vetoraz lo interpreta all’interno della propria filosofia, valorizzando il Valdobbiadene DOCG come espressione identitaria del territorio.


















