La vendemmia 2026 raccontata dall’Enologo
La vendemmia 2026 è stata caratterizzata da una primavera con buona piovosità e clima tendenzialmente mite, che ha determinato un’ottima vigoria della vite e una fioritura anticipata. Durante la fase fenologica di fioritura, il clima è stato particolarmente favorevole per una perfetta allegagione dei fiori. I mesi successivi sono stati molto caldi e avari di precipitazioni.
La sanità e la bellezza estetica dell’uva sono state ai massimi livelli, però le alte temperature registrate a tutte le quote hanno impedito la consueta escursione termica diurno-notturna tipica delle nostre colline pedemontane.
Questa anomala situazione ci ha fatto temere la perdita della freschezza aromatica, invece, probabilmente in virtù del buon accumulo d’acqua primaverile, è stato sorprendente ritrovare nei mosti quelle note aromatiche che credevamo perdute.
Possiamo affermare con certezza che la natura è ricca di inaspettate risorse.
Un rito secolare che si svolge esclusivamente a mano
Per Col Vetoraz e per la famiglia Miotto, la vendemmia è un rito antico, atteso e vissuto con la consapevolezza che ogni scelta compiuta in vigna influenzerà il carattere dei vini.
Da sempre Col Vetoraz raccoglie le uve esclusivamente a mano. Non è solo una necessità legata alla natura collinare del territorio, ma una scelta di rispetto e qualità. La raccolta manuale permette di preservare la pianta, mantenere integri i grappoli e riconoscere con attenzione le uve più adatte già nel momento del distacco dalla vite. In un paesaggio fatto di pendii, esposizioni diverse e piccoli appezzamenti, la mano dell’uomo resta parte essenziale del lavoro.
L’arte di attendere il tempo ideale
Ogni vigneto ha tempi, esposizioni ed equilibri diversi. Per questo la vendemmia Col Vetoraz non segue un calendario prestabilito, ma nasce dall’osservazione attenta di ogni singola parcella. Non si raccoglie quando l’uva è semplicemente “pronta” in senso generico. Si raccoglie quando ogni vigneto raggiunge il proprio equilibrio ideale: quando maturità, freschezza, profumi e struttura trovano la giusta armonia.
È qui che esperienza, sensibilità e conoscenza del territorio diventano decisive. Leggere la vigna significa interpretare l’annata e accompagnare l’uva verso la sua migliore espressione.

Ogni vigneto resta unico
Quando le uve arrivano in cantina, ogni vigneto viene mantenuto separato e vinificato singolarmente, così da custodirne identità, caratteristiche originarie ed equilibrio.
Questo metodo consente di rispettare la diversità delle parcelle e di leggere con precisione ciò che ogni vigneto può esprimere. In media, solo il 70% delle uve conferite viene ritenuto idoneo a diventare spumante Col Vetoraz.
È una scelta rigorosa, che trasforma la complessità del territorio in qualità, coerenza e stile.
Dalla vigna allo stile Col Vetoraz
La vendemmia a mano, l’attesa del tempo ideale e la vinificazione separata di ogni vigneto fanno parte di una stessa visione: rispettare l’origine e trasformarla in equilibrio. Da questo percorso nascono i Valdobbiadene DOCG Col Vetoraz, vini capaci di raccontare il territorio attraverso finezza, precisione e identità. Ogni annata porta con sé condizioni diverse, ma il metodo rimane costante: osservare, comprendere, custodire.


















