Vino Cartizze: cosa lo distingue dal Prosecco DOC e dal Valdobbiadene DOCG
Non tutto ciò che viene chiamato “Prosecco” racconta la stessa origine. Esistono denominazioni più ampie, territori più circoscritti e microzone capaci di esprimere un’identità ancora più precisa. Il vino Cartizze nasce proprio da questa ultima dimensione: non da un’area generica, ma da una piccola zona collinare di Valdobbiadene in cui storia, suolo e microclima si incontrano.
Per comprenderne il valore, immaginate una piramide qualitativa: la base, molto ampia, è il Prosecco DOC, più in alto troviamo il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG e solo al vertice il Valdobbiadene Superiore di Cartizze.
Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e Cartizze: tre livelli con grandi differenze
Il Prosecco DOC identifica una denominazione molto ampia, nelle province di Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno, Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG nasce invece in una piccola zona collinare storica in provincia di Treviso, di soli 15 comuni, più ristretta, riconosciuta per il legame tra viticoltura, paesaggio e qualità.
Il Cartizze rappresenta un livello ancora più specifico: è una sottozona del Conegliano Valdobbiadene DOCG e proviene da soli 107 ettari di vigneto, disciplinati fin dal 1969, compresi tra San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene. Viene definito il vertice qualitativo della denominazione.
In altre parole: tutto il Cartizze appartiene al mondo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, ma non tutto il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è Cartizze.
Col Vetoraz produce solo spumanti DOCG e Cartizze. Ricordiamo inoltre che dal 2017 Col Vetoraz ha scelto di non comunicare più la parola “prosecco” nelle sue etichette, a favore della denominazione “Valdobbiadene DOCG”, essendo questa l’unica e vera identità territoriale.
Zona del Cartizze: perché 107 ettari fanno la differenza
La rarità del Cartizze non dipende solo dalla dimensione limitata. Conta soprattutto il luogo: un anfiteatro naturale di colline ripide, esposizioni fortunate e terreni antichi. La terra madre del Valdobbiadene DOCG e del Valdobbiadene Superiore di Cartizze è un paesaggio protetto dai venti settentrionali, con stratificazioni profonde nate da antichi mari scomparsi.
In questa microzona, calcare, silicio, scheletro e pendenze contribuiscono a un equilibrio particolare. Il risultato è un vino in cui morbidezza, freschezza, sapidità e profumi trovano una sintesi riconoscibile.

Cartizze Col Vetoraz: la scelta della versione Dry
I vecchi viticoltori dicevano: “Il Cartizze si vendemmia quando le foglie diventano gialle”. Era un modo semplice per raccontare una pratica antica: attendere più a lungo prima della raccolta, perché in questa microarea la sanità delle uve permetteva una maturazione più completa.
Questa raccolta ritardata favoriva una maggiore concentrazione zuccherina e dava origine a vini naturalmente più morbidi e amabili. Per questo Col Vetoraz ha scelto di produrre il proprio Valdobbiadene Superiore di Cartizze in versione Dry: non per seguire una moda, ma per mantenere un legame con la storia della sua terra.
Superiore di Cartizze: profumi, perlage e gusto
Il Superiore di Cartizze Col Vetoraz proviene dalle colline del Cartizze alto. Presenta un profumo intenso e delicato di fiori e frutta matura, gusto vellutato, pieno e giustamente aromatico, perlage fine e persistente.

Le radici Col Vetoraz sulla sommità del Cartizze
Per Col Vetoraz, il Cartizze è molto più di una tipologia. È il luogo delle origini. Gli avi di Francesco Miotto si insediarono sul Col Vetoraz nel 1838, a fianco del Mont di Cartizze, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite.
Questa posizione, sulla sommità del Cartizze, permette di dominare l’intero anfiteatro naturale. Per questo il Cartizze rappresenta le radici più profonde dell’azienda: un vino che nasce dove la storia familiare incontra il cuore del Valdobbiadene DOCG.
Uno sguardo finale
Il Cartizze non è semplicemente “un Prosecco più pregiato”. È una microzona, una tradizione agricola, una vendemmia attesa più a lungo e una lettura storica del Valdobbiadene DOCG.
Capire la differenza tra Prosecco DOC, Valdobbiadene DOCG e Cartizze significa imparare a leggere l’origine nel calice: dal nome più ampio al territorio più preciso, fino ai 107 ettari che rendono il Cartizze una delle espressioni più identitarie di Valdobbiadene.
Per orientarsi meglio
Il Cartizze è un Prosecco?
Il Cartizze appartiene ufficialmente alla denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, ma identifica un’origine ancora più precisa e circoscritta.
È ottenuto da uve Glera, lo stesso vitigno alla base del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. La differenza è che, nel caso del Cartizze, queste uve provengono esclusivamente dalla sottozona del Cartizze, un’area di soli 107 ettari nel comune di Valdobbiadene, tra San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol.
Per questo il Valdobbiadene Superiore di Cartizze non va inteso come un Prosecco generico, ma come una delle espressioni più identitarie e prestigiose del Valdobbiadene DOCG.
Che differenza c’è tra Prosecco DOC e Cartizze?
Il Prosecco DOC proviene da una denominazione più ampia. Il Cartizze nasce invece dentro il Valdobbiadene DOCG, da una microzona storica e molto circoscritta.
Perché il Cartizze è considerato pregiato?
Perché unisce rarità, origine limitata, condizioni pedologiche favorevoli, microclima e tradizione. Il Consorzio lo definisce il vertice qualitativo della denominazione.
A cosa abbinare il Cartizze?
È ideale per momenti importanti, fine pasto e abbinamenti territoriali come la sopressa, ma può accompagnare anche piatti sapidi, formaggi freschi e preparazioni aromatiche.


















