Passaggio di testimone per l’iniziativa “Terra d’Arte” di Col Vetoraz, che coniuga vino e arte accendendo un dialogo virtuoso tra eccellenze. Fino a novembre, una nuova esposizione è pronta per essere ammirata negli spazi della Sala Accoglienza: si tratta delle installazioni di scultura di Elena Ortica, artista di origini milanesi ma con base a Treviso, dove oggi vive e lavora.
Sono quattro le opere presenti: per la serie dedicata alla condizione femminile, due sculture dal titolo “Adolescenza” e “Maternità”, mentre per la serie dedicata alle ballerine vi sono i due bronzi “Inchino” e “Figura Maschile”. Il linguaggio figurativo di Ortica prende vita dalla forma, ricerca un’essenza interiore che oltrepassa l’involucro per arrivare all’anima e al vissuto delle espressioni, per restituire il senso più profondo della persona. Contraddizioni, limiti ed aspirazioni emergono con un linguaggio altamente comunicativo, che crea una connessione immediata col visitatore che guarda le sue opere.
La vicinanza e corrispondenza tra un’opera d’arte e il vino è molto stretta e tangibile perché il punto di partenza è condiviso: la materia prima.
“Come un’artista conosce e rispetta la materia di partenza che plasma per esprimersi – spiega Loris Dall’Acqua a.d. ed enologo di Col Vetoraz – così noi, stagione dopo stagione seguiamo con amore, cura ed ascolto l’evolversi della nostra materia prima, dalla terra al calice, con un costante atto di difesa delle nostre origini. Solo così il vino che otteniamo ha in sé quell’armonia, equilibrio ed eleganza che sono la chiave della sua piacevolezza.”
Per informazioni: accoglienza@colvetoraz.it – www.colvetoraz.it


















